Green Pass: dal 15 ottobre obbligatorio in tutti i luoghi di lavoro

Già dal primo settembre ci sono i primi obblighi di green pass per alcune aziende. Dal 15 ottobre scattano però per tutti i lavoratori, di aziende private e pubbliche, dipendenti e no.

A stabilire l’obbligo, dal 15 ottobre, il decreto (ora in Gazzetta Ufficiale) approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 16 settembre. Decreto che entrerà in vigore, come da art. 9, a tutti gli effetti dal «…giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana».

Il decreto

Il decreto si compone di pochi articoli e le disposizioni sono molto chiare, semplificando l’ambito di estensione del “certificato verde” a tutti, ma proprio tutti optando per il “principio universale dell’accesso ai luoghi di lavoro”.

Il green pass bisogna averlo quindi al momento dell’ingresso del posto di lavoro (ufficio, fabbrica, mezzi pubblici, casa se si è lavoratori a domicilio…).

A chi si rivolge l’obbligo, controlli e sanzioni

Obbligati quindi

  • Dipendenti, consulenti, partite Iva che entrano in ufficio
  • Lavoratori che entrano in mezzi pubblici
  • Lavoratori a domicilio (elettricisti, colf, badanti…).

Esenzioni al green pass obbligatorio in azienda

Restano le eccezioni precedenti, ossia l’esenzione per specifiche patologie che il medico di famiglia deve certificare.

Esentati anche avvocati difensori, periti nell’accesso alle aule di giustizia; ma non i magistrati né gli avvocati dello Stato.

Come devono organizzarsi le aziende

I datori di lavoro tanto del comparto pubblico quanto di quello privato devono definire, entro la metà di ottobre, le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, «…prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro», dovendo individuare «…con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento».

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Le verifiche delle certificazioni verdi «sono effettuate con le modalità̀ indicate dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri». Quest’ultimo, su proposta dei Ministri per la PA e della salute, ha la facoltà di adottare linee guida per la omogenea definizione delle modalità organizzative.

Tra le novità sancite dall’ultimo decreto, entra in gioco la sospensione dello stipendio per chi non possiede il green pass.

Altra novità: la possibilità per le aziende con meno di 15 dipendenti di sostituire temporaneamente il lavoratoresprovvisto di green pass. Questo provvedimento si è reso necessario perché nelle piccole imprese con pochi addetti, ad esempio un bar, può bastare un solo dipendente senza pass per bloccare l’attività.

Nel pubblico invece, il personale che comunicherà di non avere il green pass o che non sarà in grado di esibirlo all’accesso al luogo di lavoro sarà considerato assente ingiustificato. Dopo 5 giorni di assenza, scatta la sospensione mentre la retribuzione non sarà dovuta fin dal primo giorno di assenza. Il decreto non prevede conseguenze disciplinari nè il licenziamento. Sanzione da 600 a 1.500 euro per chi è colto senza pass sul luogo di lavoro. Analogo iter per il settore privato, tranne che per la sospensione dopo 5 giorni di assenza.

Fonte: www.agendadigitale.eu